Vani Sarca e Alice Basso: l’incontro che avrei dovuto fare prima

Sì, lo so. Arrivo dopo, dopo quanto? Troppo, forse. Ma finalmente mi sono imbattuta nella serie di libri con protagonista Vani Sarca, e ora capisco perché tutti ne parlavano. La verità? Mi ci dovevo cimentare prima. Dire che mi sono piaciuti è poco, riduttivo, quasi ingiusto.

Partiamo dalla scrittura: Alice Basso ha un dono. La sua penna scorre che è una meraviglia, cattura e avvolge, e ti trovi a leggere “ancora un capitolo” fino a notte fonda.

I personaggi? Beh, lì si supera: una caratterizzazione pazzesca, un crescendo narrativo che ti accompagna fino alla fine della saga lasciandoti con una strana malinconia, come quando saluti amici con cui hai condiviso tanto. Sì, perché alla fine, quella strana famiglia che ruota attorno a Vani Sarca ti conquista. E te ne affezioni, eccome.

Ora, non li definirei proprio gialli, anche se di mistero ce n’è. Li vedo più come romanzi di narrativa, con quel pizzico di giallo che rende la trama ancora più avvincente. E poi c’è lei: Vani Sarca. Una protagonista che per me è il top, forse perché condivide con me gusti musicali e uno stile che mi risuona familiare. È brillante, tagliente, e ha un’umanità che ti arriva dritta al cuore.

Ora che ho chiuso l’ultimo libro, mi manchi già, Vani Sarca. Ma sono così orgogliosa della donna che sei diventata.

A chi non ha ancora letto questa saga: fatelo. Vi assicuro che non ve ne pentirete. E magari, come me, vi ritroverete con un po’ di nostalgia e tanti nuovi amici di carta.

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