Mettiamoci comodi, facciamoci un bel tè (o un bicchiere di vino, che non giudico) e parliamo di libri. Qui niente storie che ti fanno singhiozzare sul divano con una coperta e il gatto che ti guarda perplesso.
Oggi parliamo di Acqua Passata di Valeria Corciolani, un cozy mystery con un pizzico di noir, una protagonista fuori dagli schemi e una Liguria che non è solo mare e focaccia, ma anche segreti, ombre e morti ammazzati.
Una protagonista fuori dal comune
Partiamo da Alma Boero. Fa la colf, ha quattro figli (e già qui meriterebbe un premio solo per la gestione del quotidiano), una suocera che all’inizio sembra uscita da un manuale horror ma che, andando avanti, si rivela meno temibile del previsto, e un marito che è passato all’altro mondo (e su questo dettaglio scopriremo presto qualcosa di più interessante).
Insomma, la sua vita è già abbastanza incasinata—aggiungiamoci anche i problemi adolescenziali di uno dei figli—senza il bisogno di inciampare in cadaveri. E invece… lo trova. Grazie a un Carlino. E già solo per questo, per me, vale tutta la lettura.
A mettersi in mezzo è anche l’ispettore Jules Rosset, un poliziotto con un caratteraccio e una vita privata incasinata tra la ex moglie e un figlio che lo scansa. Sembra finito per sbaglio in una città di provincia dove le abitudini delle persone parlano più di mille interrogatori.
E proprio qui entra in gioco Alma: il suo talento nel leggere tra le righe delle vite altrui è una dote innata. Le basta un’occhiata alla loro casa per capire tutto o quasi della loro vita. Altro che Sherlock Holmes, qui c’è una colf con uno spirito di osservazione che farebbe impallidire anche Miss Marple.
Atmosfera e stile: tra cozy mystery e spaccato di vita quotidiana
Se ti piacciono i cozy mystery che mischiano ironia, crimini e vita quotidiana, Acqua Passata è la scelta perfetta.
Qui abbiamo un giallo che mantiene l’atmosfera tipica del cozy, ma con un’anima più ruvida e realistica. Il ritmo è incalzante, i dialoghi brillanti e le situazioni esilaranti.
Corciolani scrive con leggerezza, ma senza superficialità, aggiungendo quel tocco ironico che rende tutto ancora più godibile.
Come ho già detto in un altro articolo, la Corciolani ha una capacità straordinaria di delineare i personaggi: quando finisci il libro, li conosci come se fossero tuoi vicini di casa da vent’anni. Insomma, ti ritrovi a leggere di omicidi, ma con il sorriso sulle labbra. E non è cosa da poco.
Per chi è questo libro?
• Per chi ama i gialli ma vuole qualcosa di diverso dalle solite detective o dai commissari tormentati.
• Per chi adora le protagoniste forti, imperfette e ironiche.
• Per chi cerca un libro che intrattiene senza essere banale.
• Per chi apprezza le storie ambientate in Italia, con personaggi veri e una scrittura intelligente.
Quindi per concludere
Acqua Passata è un libro perfetto per chi vuole un giallo che si legge tutto d’un fiato, con personaggi che sembrano usciti da una commedia ben scritta e due protagonisti che imparerai ad amare, tra una scoperta e l’altra.
E ora dimmi: lo hai già letto o lo metti subito in wishlist?
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