Ventisette sveglie e un mistero: la vita (incasinata) di Atena Ferraris

Alice Basso torna con un nuovo romanzo irresistibile, Le ventisette sveglie di Atena Ferraris, che mescola mistero, ironia e introspezione con il suo inconfondibile stile. Una protagonista brillante e fuori dagli schemi, un enigma degno dei migliori romanzi gialli.

Partiamo dalla protagonista, Atena.

Ha trent’anni, veste fuori moda, odia le sorprese e ha bisogno di ventisette sveglie al giorno per ricordarsi di mangiare, lavorare, dormire e, soprattutto, smettere di pensare troppo. Insomma, non è come gli altri, e questo lo ha capito fin troppo bene.

La sua mente è un labirinto di connessioni, dettagli e domande incessanti, e per questo ha scelto un mestiere che le permette di incanalare il suo bisogno di ordine: dirige una rivista online di enigmistica, La gara degli indovini.

Questa passione ha un sapore ottocentesco: la sua rivista si ispira infatti al primo esperimento italiano di enigmistica dell’epoca, quando i giochi di parole e di logica iniziavano a diffondersi tra gli intellettuali.

Per Atena, gli enigmi sono sicurezza, perché ogni gioco ha una soluzione univoca, chiara e inconfutabile. NIENTE SORPRESE. Peccato (o forse no) che la vita, invece, non segua lo stesso schema.

Se fosse per lei, Atena rimarrebbe nel suo mondo fatto di rebus e logica pura, ma a rovinarle i piani, come sempre, ci pensa Febo, il suo gemello scrittore di thriller, attualmente in piena crisi creativa. Nel tentativo di ritrovare l’ispirazione, si è iscritto a un corso di magia, convinto che il mondo dell’illusionismo possa aiutarlo a ritrovare la vena narrativa.

Tutto sembra filare liscio, finché non assiste a un evento inquietante: alla fine della lezione, sente (più che vede) il professore sparare alla sua assistente. Il problema? Era solo e non aveva una buona visuale.

Convinto di aver assistito a un omicidio perfetto, Febo chiede aiuto ad Atena: la sua mente è programmata per notare dettagli invisibili agli altri, ed è l’unica in grado di scoprire la verità. Atena, all’inizio reticente, si lascia convincere e si ritrova catapultata nel corso di magia, in un mondo di trucchi, illusioni e segreti da decifrare.

Ed è lì che incontra Jacopo, un ragazzo che sta cercando di ritrovare il suo posto nel mondo e che rimane immediatamente colpito da lei. Il suo interesse è genuino, ma per Atena fidarsi non è mai semplice.

C’è poi Gemma, una neuropsicologa carismatica e brillante, che segue il corso per pura curiosità. Febo ne rimane subito attratto, e il suo ruolo sarà fondamentale, sia per lo sviluppo della trama che per Atena.

Mentre Atena cerca di sbrogliare il mistero che ha coinvolto il fratello, si ritrova a fare i conti con un altro enigma: se stessa. Febo, a suo modo, l’ha sempre protetta, anche a costo di nasconderle una verità sulla sua salute mentale. Una verità che, alla fine del romanzo, troverà finalmente un nome, costringendo Atena a guardarsi con occhi diversi.

Per concludere vi dirò cosa ne penso: avevo grandissime aspettative. Sia Vani che Anita mi sono entrate dritte nel cuore ed ero al contempo terrorizzata dallo scoprire che Atena non mi avrebbe fatto lo stesso effetto.

E invece… e invece ad Atena già un po’ mi sono affezionata, nonostante sia stato più difficile entrare nel suo mondo, proprio perché la sua mente è un po’ incasinata.

Le ventisette sveglie di Atena Ferraris è più di un semplice giallo: è una storia che parla di identità, accettazione e del confine sottile tra protezione e libertà. Alice Basso ci regala (nuovamente) un romanzo intelligente, divertente e originale.

P.s: non ho parlato di Eufemismo, ma quello ve lo lascio scoprire da soli (altro colpo di genio della Basso).

📚 Lo hai già letto? Ti ha conquistato il mondo di Atena?

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