I segreti di Nicholas Flamel l’immortale – L’Alchimista”: quando ti lasci convincere dalle recensioni (e poi un po’ ti penti)

Lo ammetto: ho ceduto.

Complice la mia passione per il mondo magico – sì, Harry Potter ha alzato l’asticella e io ci casco ogni volta – ho deciso di dare una chance a I segreti di Nicholas Flamel l’immortale – L’Alchimista, primo volume della serie di Michael Scott.

Le premesse sembravano perfette: magia, alchimia, profezie, una coppia di gemelli protagonisti (Sophie e Josh), e, ovviamente, lui, Nicholas Flamel, già citato da Rowling nel primo anno a Hogwarts.

Insomma, una tentazione irresistibile.

E invece? Meh.

Non fraintendetemi: l’idea di base è affascinante, e alcuni elementi avrebbero davvero potuto brillare. Ma il problema, per me, è tutto nel “troppo”.

Troppi personaggi introdotti in fretta e furia, troppi elementi mitologici, religiosi e storici buttati lì, uno sopra l’altro, con l’effetto collaterale di far sembrare la trama più una lista della spesa che un intreccio ben costruito.

Ogni capitolo introduce un nuovo essere, un’antica creatura, un dio decaduto, un potere dimenticato… e io che cercavo di tenermi stretta alla trama principale, mi sono ritrovata a dire: “Ma aspetta, questo chi era già?”.

Probabilmente il ritmo si assesta nei volumi successivi (chi ha letto tutta la saga giura che migliora), ma per ora mi fermo qui.

L’entusiasmo delle recensioni mi aveva illusa – forse anche un po’ troppo – e invece ho trovato un libro che sembra più preoccupato di “costruire un universo” che di raccontare davvero una storia.

Tra profezie, antichi poteri e gemelli prescelti… cercavo un incanto e invece mi sono ritrovata in mezzo al caos.

Fatemi sapere:

voi l’avete letto? Vi è piaciuto? Continuo o lascio perdere?

(Aiutatemi a decidere: ho già l’eBook del secondo ma sto cercando una scusa per evitarlo…)

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