Pulixi colpisce ancora: tra Montecristo, Caruso, i gatti Miss Marple e Poirot, e un delitto in crociera

Avevo già conosciuto Marzio Montecristo ne La libreria dei gatti neri, e me ne ero affezionata.

Burbero, colto, sarcastico quanto basta – uno di quei personaggi che ti conquistano a colpi di frecciatine e citazioni letterarie (e sì, vive con due gatti neri chiamati Miss Marple e Poirot).

Quando ho visto che Piergiorgio Pulixi lo aveva riportato in scena con Se i gatti potessero parlare, non ho resistito.

E ho fatto bene.

Questa volta, la storia ci porta su una nave da crociera – sì, proprio una crociera letteraria – dove si incontrano scrittori, editori, librai e una variopinta fauna di lettori compulsivi.

Il pretesto è semplice: un famoso autore di gialli, Galeazzo, sta per svelare il finale del suo nuovo romanzo e ha deciso di farlo… in navigazione.

Una specie di Assassinio sul Nilo versione moderna e un po’ satirica.

Montecristo accetta (anzi, si fa convincere con un bel po’ di resistenza passiva) di partecipare a questa avventura.

Ma, come ogni lettore di cozy mystery ben sa, quando metti insieme tante persone in uno spazio chiuso… il morto è dietro l’angolo.

La trama è costruita benissimo: ritmo incalzante, ironia calibrata, dialoghi vivaci e un colpo di scena finale davvero ben piazzato.

Di quelli che ti fanno dire: “Ecco, bravo. Così si fa.”

E poi c’è Caruso.

Il personaggio che non ti aspetti e che, pian piano, si prende una fetta di scena fino quasi a rubarla.

Il rapporto che nasce tra lui e Montecristo è uno di quelli che non ti aspetti e funziona alla grande.

Come nel primo libro, Pulixi riesce a infilare citazioni perfette dei grandi del giallo, omaggi intelligenti e mai scontati, che fanno sorridere chi ama il genere e strizzano l’occhio ai fan dei classici.

E poi l’ambientazione: la nave, con i suoi spazi chiusi, i ponti battuti dal vento, le cabine troppo piccole e i sospetti che si allargano come cerchi nell’acqua.

Scelta azzeccatissima.

Ultimo, ma non per importanza, quello stile che avevo già apprezzato ne La libreria dei gatti neri: una scrittura che sa essere leggera ma mai superficiale, capace di raccontare anche l’umanità dei personaggi tra una battuta sarcastica e una riflessione nascosta tra le righe.

Insomma: se i gatti potessero parlare, ti direbbero di leggerlo.

E io pure.

https://www.lafeltrinelli.it/se-gatti-potessero-parlare-libro-piergiorgio-pulixi/e/9788829790128

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