Oggi parliamo di un libro che non è un romanzo, non è un manuale, e non è nemmeno un saggio classico. È qualcosa di più: un invito alla consapevolezza, alla bellezza del linguaggio, alla voglia (quasi infantile) di chiedersi: ma perché si dice così?
Il libro è Con parole tue: Viaggio fra le etimologie e i modi di dire più curiosi della lingua italiana di Marco Ballarè, edito da Gribaudo. Ballarè l’ho scoperto per caso su Instagram, dove si diverte, con garbo, ironia e una voce ipnotica, a raccontare l’origine delle parole che usiamo ogni giorno senza nemmeno pensarci — o che usiamo poco perché ormai considerate desuete. Mi sono detta: se mi incanto ad ascoltarlo, magari vale la pena anche leggerlo.
E avevo ragione.
Con parole tue è un viaggio tra le etimologie, ma non quelle da dizionario scolastico. È un racconto: ogni parola ha la sua storia, i suoi passaggi nel tempo e i suoi usi. Ci sono riferimenti alla nostra lingua, alla nostra cultura, alla nostra storia collettiva.
Questo libro è per chi crede che le parole non siano solo suoni, ma strumenti. E che sapere cosa c’è dietro un termine sia non solo utile, ma anche esteticamente affascinante.
Sì, perché la consapevolezza, dice Ballarè, rende belli. Non nel senso patinato del termine, ma in quello profondo: sapere è un gesto di cura verso sé stessi e verso gli altri.
Da leggere come?
Io l’ho letto così: un capitolo al giorno. Lo aprivo la mattina, tra una pappa e una lavatrice, e mi prendevo due minuti per scoprire qualcosa di nuovo.
Non serve leggerlo tutto d’un fiato. È un libro che ti accompagna. Che puoi sottolineare, fotografare, citare (e sì, anche usare per fare il figo con gli amici).
Con parole tue è un libro intelligente, curato e sorprendentemente accessibile. Ti fa venir voglia di usare meglio le parole. Ti fa venire nostalgia di quando ci si chiedeva davvero il significato delle cose.
Un libro che non ti insegna solo a parlare meglio, ma anche a pensare meglio.
Lo avete letto? Qual è la parola che vorreste “riscoprire”?

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