La prima indagine delle Regine del Giallo – Quando cinque grandi scrittrici diventano detective

Oggi parliamo di un libro che sembra scritto apposta per chi, come me, adora Londra, i gialli e le atmosfere raffinate e piene di mistero degli anni ’30: La prima indagine delle Regine del Giallo di Marie Benedict.

Immaginate di riunire attorno a un tavolo cinque delle più grandi firme del giallo di sempre: Dorothy L. Sayers, Agatha Christie, Ngaio Marsh, Margery Allingham e la baronessa Emma Orczy.

Aggiungete un omicidio vero, la misteriosa morte di May Daniels, trovata strangolata in un parco in Francia, e una società segreta tutta al femminile che decide di indagare in prima persona. Risultato? Un romanzo brillante, intelligente e tutto da gustare.

La trama è solida, ben costruita e ricca di dettagli. Il mistero si dipana con il giusto ritmo e l’intreccio è credibile, coinvolgente e ben congegnato.

Tra le righe del romanzo c’è anche un messaggio importante: il ruolo delle donne in quell’epoca. Relegate a fare “le mogli di” oppure, se lavoravano, spesso disprezzate dalla società.

Eppure, dopo la Prima guerra mondiale, erano le donne a mandare avanti il mondo.

L’autrice rende omaggio non solo alla determinazione femminile, ma anche alle storie vere di queste scrittrici.

Commuove (e incuriosisce) il riferimento alla sparizione di Agatha Christie, che qui viene integrata nella narrazione con eleganza.

Le protagoniste sono tratteggiate con cura, ciascuna con la propria voce, le fragilità, l’ironia e un’intelligenza fuori dal comune. Vederle collaborare è uno degli aspetti più belli del romanzo: amicizia, rispetto e confronto sincero, senza rivalità inutili.

E il finale? Finalmente un epilogo che non scivola nella banalità. Niente colpevoli telefonati o soluzioni “comode”: è un finale che sorprende senza essere forzato. E lascia con la voglia di leggere ancora.

Sì, Marie Benedict, ci meritiamo un seguito!

La prima indagine delle Regine del Giallo è molto più di un romanzo investigativo.

È un omaggio a cinque grandi donne, alla forza della scrittura, alla potenza della collaborazione femminile e all’intelligenza.

È un giallo che sa emozionare e far riflettere.

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