Ci sono libri che sembrano arrivare al momento giusto.
La piccola bottega delle erbe di Francesca Costenaro è uno di quei romanzi che ti abbracciano piano, con una dolcezza discreta, e ti lasciano addosso il profumo della terra, dei fiori, dei ricordi.
Siamo nella Londra del 1881. Sophie Belford è la protagonista di questa storia: una giovane donna ricchissima, figlia di un mercante, ma insofferente alla mondanità e al destino che la società ha in mente per lei (indovina? Matrimonio).
Invece dei balli, Sophie si incanta davanti a un’antica erboristeria, il Little Herbalist Shop, e lì incontra Jane Godwin — una donna libera, indipendente, che cura i mali del corpo e dell’anima con le erbe.
È da questo incontro che parte tutto: un’amicizia profonda, sincera, e un percorso di scoperta che porterà Sophie molto più lontano di quanto immaginasse.
Sophie, infatti, è tormentata da strane visioni: un luogo lontano, una lingua melodiosa che non conosce ma sente sua. E Jane l’accompagna nel tentativo di dare un senso a quei frammenti.
E poi c’è Simon Bridge, un giovane brillante e tormentato, alla ricerca della verità sul padre e, forse, anche della propria identità.
Il suo incontro con Sophie è più di una semplice coincidenza: è un intreccio di destini, domande e origini che si svelano lentamente, tra emozione e mistero.
È un libro diverso dalle mie solite letture, ma il ruolo di Jane, già dalla trama, mi ha attirato tantissimo.
La mia bisnonna amava curare con le erbe, e quindi c’è stato una sorta di magnetismo, o forse una voglia di ritrovare un po’ della propria storia familiare tra le pagine di un romanzo.
Mi ha colpito tantissimo la cura con cui l’autrice descrive paesaggi, fiori e i sentimenti dei personaggi.
Le ambientazioni sono così vive che sembra di camminarci dentro.
Che si tratti della Londra fumosa o della Malesia esotica e selvaggia, tutto è raccontato con uno sguardo attento e poetico.
A tutto questo si aggiunge anche un aspetto che ho molto apprezzato: La piccola bottega delle erbe è anche un ottimo romanzo storico.
La ricostruzione dell’epoca è precisa, credibile, curata nei dettagli, e non manca una riflessione delicata ma efficace sul colonialismo e sulle sue conseguenze: un tema che attraversa la storia senza mai appesantirla, ma lasciando spazio alla consapevolezza.
Sophie è un personaggio che conquista per la sua fragilità e la sua determinazione.
Jane è la figura che vorresti avere accanto: accogliente, forte, un po’ strega (nell’accezione positiva del termine), un po’ madre.
E in mezzo a tutto questo, c’è una frase che ho sottolineato e che per me riassume l’essenza del romanzo:
“La vita era un caos e da questo caos era necessario imparare l’equilibrio.
Non esistevano il bene, o il male, solo una bilancia che si riassestava continuamente.
Per trovare serenità, occorreva ripulire la mente dai pensieri inutili e comprendere che tutto ciò che accade ha uno scopo.”
La piccola bottega delle erbe è stata una bellissima scoperta.
Francesca Costenaro scrive con eleganza, profondità e rispetto per ciò che racconta.
Come vi ho già detto, non è il genere che scelgo di solito, ma la sua scrittura mi ha conquistata, tanto che leggerò volentieri anche il suo altro romanzo.
Un libro che parla di identità, di memoria, di libertà femminile.
E che lo fa con grazia, come un infuso che cura piano piano, sorso dopo sorso.
Se non l’avete letto, datemi retta: fatevi questo regalo.

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