Gian Andrea Cerone, che scoperta!

Fino a poco tempo fa non avevo un particolare debole per i gialli italiani. Non perché non mi fidassi, eh, ma perché la mia attenzione era sempre rivolta altrove: romanzi ambientati in Inghilterra, investigatori con l’impermeabile e la pioggia come sottofondo, cottage e tè a tutte le ore. Poi, un giorno, ho deciso di fidarmi dei consigli della libreria La Diffusione del Libro su TikTok (che vi invito caldamente a seguire: ci sono anche su Instagram). E mi si è letteralmente aperto un mondo. Un mondo di autori italiani, appassionati, brillanti, capaci di creare atmosfere potenti e personaggi che ti si incollano addosso.

È lì che ho scoperto Gian Andrea Cerone. Il suo nome tornava spesso, sempre accompagnato da commenti entusiasti. Così ho deciso di iniziare da Le notti senza sonno. Ed è stata la fine… anzi, direi l’inizio di un grande amore: ieri ho finito il libro a mezzanotte, e pochi minuti dopo avevo già in mano il seguito… con buona pace di chi mi ha visto stamattina e avrà pensato che ho fatto bagordi in discoteca, mentre in realtà ero alle prese con delitti seriali e casi intricati.

Quello che mi ha colpita subito è la squadra investigativa. Non servono centinaia di pagine per affezionarsi: bastano pochi capitoli e sei già lì con loro, nella squadra di Mandelli, che ormai sento quasi come una piccola famiglia letteraria. I personaggi sono costruiti benissimo: autentici, vivi, imperfetti al punto giusto. Ognuno con il proprio vissuto, con la propria voce, e con quel qualcosa che ti fa venire voglia di sapere sempre di più. E la cosa incredibile è che riesci a entrare nelle loro vite pur conoscendole appena. È tutto così naturale che sembra di spiare persone vere.

Ma poi c’è la scrittura. E qui, davvero, bisogna fermarsi un attimo. Perché Cerone scrive bene. E quando dico bene, intendo bene sul serio: la trama è solida, ben orchestrata, piena di colpi di scena. Niente è lasciato al caso, eppure tutto scorre. Lo stile è fluido ma mai banale, capace di descrivere sia il crimine più efferato che un silenzio pieno di significato.

E poi ci sono i temi. Perché Le notti senza sonno non è solo un giallo. È anche uno sguardo lucidissimo – e per nulla rassicurante – sulla nostra società. C’è una riflessione potente sulla paura del dolore, sull’incapacità di accettarlo… e tanto altro.

Ecco, questo è il tipo di libro che amo: quelli che sanno intrattenere, ma che nel farlo ti fanno pensare. Che ti tengono sveglia, sì, ma anche sveglia dentro. Che parlano di omicidi, certo, ma anche del male che si annida in noi, di rabbia, di amore, di giustizia, di vendetta e, soprattutto, di amicizia.

Gian Andrea Cerone, con Le notti senza sonno, ha dimostrato di essere a tutti gli effetti uno dei più bravi giallisti italiani in circolazione.

Io ormai sono conquistata. E sono già in lettura del secondo.

Adesso vi saluto: la squadra di Mandelli mi aspetta!

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