Sto ancora leggendo tutti i romanzi di Gian Andrea Cerone (sì, sono ufficialmente in fase monotematica), quindi ho deciso che nel frattempo voglio parlarvi di libri che ho letto negli ultimi anni e che mi sono rimasti nel cuore. Oggi tocca a “Le cure della casa” di Stefania Bertola.
In realtà, parliamo della Bertola in generale. Perché? Perché è l’unica autrice al mondo che è riuscita a farmi leggere (e amare) una serie di romanzi rosa. Io, che di solito mi rilasso tra un delitto, un serial killer e una spolverata di fantasy o cozy mystery con quel tocco di romanticismo che sì, ogni tanto ci sta, ma solo se non disturba troppo il cadavere nella biblioteca.
Eppure, con lei è stato diverso.
“Le cure della casa” è stato il primo che ho letto.
Un romanzo ironico, leggero ma non banale, scritto con uno stile talmente scorrevole e brillante che non riesci a smettere. È divertente, è intelligente, e ha quel tono scanzonato che ti fa sentire a casa – ma una casa dove si ride, ci si confronta e, soprattutto, ci si riconosce.
Dopo quel libro, non mi sono più fermata: ho letto praticamente tutto ciò che ha scritto. Un altro che mi è piaciuto tantissimo è “Biscotti e sospetti”, che ha tutto quello che serve per tenerti incollata pagina dopo pagina: ritmo, personaggi vivi e dialoghi che sembrano usciti da una serata tra amiche intelligenti e un po’ pazze.
Se cercate una lettura che vi faccia sorridere e che, tra una battuta e l’altra, racconti anche qualcosa di vero sulle relazioni, sul quotidiano, sui sogni e le disillusioni… Stefania Bertola è la scelta giusta. Anche se non siete amanti del genere, datele una possibilità.
Sono convinta che la sua scrittura riuscirà a conquistarvi.
E se posso aggiungere una cosa che penso da lettrice affezionata: mi manca. Spero davvero che ci regalerà presto un nuovo romanzo. Perché il suo modo di raccontare la vita, con leggerezza e intelligenza, è un piccolo tesoro nella libreria di chi ama leggere.

Lascia un commento