La biblioteca di mezzanotte

Rubrica: Libri che mi hanno lasciato il segno

Dopo aver salutato – con una punta di malinconia e una valanga d’affetto – la squadra di Mandelli di Gian Andrea Cerone, ho deciso di rispolverare alcuni dei romanzi che più mi hanno lasciato qualcosa dentro. Quelli che, anche a distanza di tempo, continuano a farmi compagnia con le loro domande, le immagini, le emozioni.

Oggi vi parlo de La biblioteca di mezzanotte di Matt Haig.

Un romanzo che, quando l’ho letto, mi ha colpita in un momento in cui avevo bisogno esattamente di questo: una storia che ti accarezza ma anche che ti scuote, che ti fa sentire meno sola nei pensieri più scomodi.

La protagonista è Nora Seed, una donna sull’orlo del baratro. La sua vita le sembra un insieme di fallimenti, rimpianti e scelte sbagliate. E quando tutto sembra ormai perduto, si ritrova in un luogo misterioso e silenzioso: una biblioteca. Ma non una qualsiasi. È una biblioteca sospesa tra la vita e la morte, dove ogni libro sugli scaffali è una versione alternativa della propria esistenza.

Una vita in cui ha detto sì, invece che no.

Una in cui ha seguito un sogno, lasciato un amore, scelto una strada diversa.

Nora comincia a sfogliare questi “libri-vite”, entra nei suoi stessi possibili mondi e li vive. Ogni storia è un “e se…?”, una possibilità, una domanda. Ma ogni vita alternativa, per quanto perfetta sembri, ha le sue ombre. I suoi compromessi. Le sue rinunce.

Ed è qui, tra pagine che sembrano sogni e realtà parallele, che il romanzo inizia a scavare. Non solo nella protagonista, ma anche in chi legge. Perché chi non ha mai pensato almeno una volta: “Cosa sarebbe successo se avessi fatto una scelta diversa?”

Chi non ha un proprio “libro dei rimpianti” nascosto da qualche parte?

Matt Haig riesce, con una scrittura limpida e coinvolgente, a portarci in un viaggio intimo e potente. Lo fa senza forzature, con delicatezza. La biblioteca di mezzanotte non ha l’ambizione del colpo di scena, ma quella – ben più difficile – di farci guardare con occhi nuovi la vita che già abbiamo.

Per me è stato un libro importante.

Mi ha ricordato che, pur tra dubbi e imperfezioni, questa vita è mia. E che forse non servono altre versioni di me, se imparo a riconoscere il valore di ciò che ho, di chi sono. E dei piccoli istanti che troppo spesso diamo per scontati.

Se cercate una lettura che vi intrattenga e, allo stesso tempo, vi faccia riflettere con dolcezza sul senso delle cose… questo romanzo potrebbe lasciarvi qualcosa di molto prezioso.

Io l’ho chiuso con un sorriso e una consapevolezza: non esiste un’esistenza perfetta.

Esiste quella che scegliamo di vivere, ogni giorno, con tutto quello che siamo.

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