Il club dei delitti del giovedì” arriva su Netflix: e sì, potete stare tranquilli. È bellissimo.

Certe volte si ha paura.

Paura che un libro amatissimo venga trasformato in qualcosa che non riconosci più.

Paura che i personaggi a cui sei affezionata vengano “incastrati” in volti che non c’entrano nulla, in scelte di trama che fanno a pugni con tutto quello che hai immaginato.

Ecco, io avevo aspettative altissime per Il club dei delitti del giovedì, il film tratto dal primo romanzo della fortunata serie di Richard Osman.

L’ho amato follemente su carta.

E non avevo nessuna voglia di dover scrivere il classico “bello, ma…”

E invece?

Mi ha conquistata. Davvero. Dall’inizio alla fine.

🎬 Cast perfetto, senza se e senza ma

Non è solo una questione di bravura: è proprio che sono loro.

Se avessi dovuto immaginare Elizabeth, Joyce, Ron e Ibrahim… li avrei immaginati così.

È come se i personaggi del libro avessero semplicemente attraversato lo schermo per materializzarsi su Netflix, senza perdere nulla della loro essenza.

Ogni battuta, ogni espressione, ogni scambio tra loro conserva quella miscela di ironia, malinconia e genio investigativo che ha reso indimenticabile il romanzo.

📖 Una trama fedele, con lo zampino di Osman (e si vede)

Il film segue fedelmente la trama del libro, con gli aggiustamenti necessari per il passaggio al piccolo schermo — ma sempre con rispetto.

Si sente forte e chiara la mano di Osman nella sceneggiatura, il suo tocco asciutto, intelligente, affettuoso.

Del resto, lui la TV la conosce bene. E lo si intuisce: Il club dei delitti del giovedì non è solo un ottimo romanzo.

È anche una storia scritta per vivere bene sullo schermo. E così è stato.

Un cozy mystery che funziona per tutti

Se non avete letto il libro, nessun problema: il film regge perfettamente da solo.

È un perfetto cozy mystery inglese: dialoghi brillanti, personaggi che si fanno voler bene in due scene, e un caso da risolvere che è solo il pretesto per parlare di amicizia, età, memoria e seconde possibilità.

Se invece il libro lo conoscete… beh. Sappiate che vi sentirete a casa. E non è poco.

In sintesi? Guardatelo. Che abbiate letto il libro o no. Guardatelo.

Perché è intelligente, ironico, ben fatto, e ha tutto il calore dei romanzi di Osman.

E se poi vi viene voglia di rileggere anche il secondo, terzo e quarto libro… vi capisco.

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