Oggi vi presento la mia nuova amica Lucy (che risolve omicidi tra papiri e scaffali)

Recensione del romanzo La libreria dei delitti

Ci sono libri che non hanno bisogno di urlare per farsi notare. Ti attirano con una copertina elegante, una trama accattivante, e una protagonista che, già dalle prime pagine, senti che vorresti come amica.

La libreria dei delitti è proprio così: un romanzo che ti conquista con grazia, passo dopo passo, mistero dopo mistero.

Siamo nella Londra degli anni Venti, quella elegante, animata, ricca di fermento culturale e mondanità. Lucy Darkwether è una giovane donna colta e determinata, appassionata di antico Egitto, che ha scelto di vivere secondo le proprie regole: niente matrimonio di convenienza, sì a una laurea in Storia Antica e all’apertura della propria libreria.

Una donna che, pur non cercando guai, pare attirarli con naturalezza.

Accanto alla sua libreria viene organizzata un’esposizione egizia molto pubblicizzata, con tanto di mummia in arrivo dal Cairo. L’evento però prende una piega inaspettata quando un omicidio sconvolge tutto: un delitto inquietante, messo in scena in modo teatrale, proprio nei locali della mostra. La polizia brancola nel buio, e così Lucy – con l’aiuto di un’improbabile squadra di librai – si trova, suo malgrado, a indagare.

La trama è ben costruita: c’è tensione, c’è ritmo, c’è quel tipo di atmosfera avvolgente che ti fa venir voglia di immergerti completamente nella storia. I riferimenti all’antico Egitto sono affascinanti, ma non invadenti: arricchiscono senza appesantire.

E anche se un sospetto l’ho avuto abbastanza presto, il movente mi ha sorpreso. Il finale, convincente e aperto a possibili sviluppi futuri, mi ha lasciata soddisfatta.

Quello che però mi ha davvero colpita è il modo in cui sono stati scritti i personaggi. Lucy non è l’eroina perfetta: è intelligente, curiosa, ma anche ostinata e un po’ impulsiva. Ed è questo che la rende vera. Il gruppo di librai che la affianca è un piccolo mondo a sé, fatto di ironia, osservazione, intuito, ma anche solidarietà e passione per i libri.

Lo stile è scorrevole, mai scontato, con dialoghi ben costruiti e descrizioni accurate, che dipingono una Londra viva e credibile.

È un cozy mystery a tutti gli effetti: garbato, mai cruento, con un mistero ben orchestrato che si dipana pagina dopo pagina senza perdere mordente.

Se amate Agatha Christie, le atmosfere d’epoca, i gialli con un tocco british e una protagonista femminile tutta da seguire, questo è un libro che fa per voi.

E se amate le librerie – quelle vere, fatte di scaffali, carta e storie – preparatevi a sentirvi a casa.

Io spero davvero che questo sia solo il primo di una lunga serie. Perché Lucy, con il suo fiuto, la sua indipendenza e il suo amore per l’antico Egitto, è un personaggio che merita di tornare.

E io, nel frattempo, la aspetto già.

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