“Il diario delle storie perdute” – Un viaggio tra leggende, rinascita e magia quotidiana

Ci sono libri che sembrano arrivare proprio al momento giusto. Non so se sia merito del caso, del destino o – visto il contesto – di qualche fata gentile di Thornwood. Fatto sta che Il diario delle storie perdute di Evie Woods è stato un incontro fortunato. Una lettura che ha saputo avvolgermi con grazia, restituendomi il piacere di lasciarmi incantare da una storia ben raccontata.

Tutto comincia con Sarah Harris, trentenne un po’ alla deriva, che a Natale – complici una bevuta di troppo e una voglia fortissima di fuggire da una vita che le sta stretta – si ritrova in un paesino sperduto dell’Irlanda occidentale, Thornwood. Un cottage isolato, una comunità ruvida ma gentile, e un diario antico ritrovato nel tronco cavo di un biancospino. Un inizio perfetto per chi ama le storie sospese tra presente e passato, realtà e leggenda.

Sfogliando le pagine del diario, Sarah scopre la voce di Anna Butler, una giovane vissuta un secolo prima, coinvolta in una misteriosa ricerca sul culto delle fate. Intorno a lei si muovono personaggi affascinanti – come Harold, lo studioso americano, o i fratelli Hawley, nobili un po’ inquietanti – e si intrecciano segreti, intuizioni, piccoli brividi.

Mi ha ricordato molto Wayward, che avevo amato profondamente: stesso equilibrio tra magia e concretezza, stesso legame con la natura e il folklore locale, stessa capacità di evocare una dimensione “altra” che parla però direttamente alla nostra quotidianità. Se anche voi vi eravate lasciati incantare da quella storia, qui ritroverete sensazioni simili – ma con una voce nuova, personale, ben riconoscibile.

La scrittura è fluida e curata, il ritmo mai noioso. Si sente che l’autrice ha lavorato con rispetto sulle leggende irlandesi e ha costruito un mondo credibile, dove il fantastico si insinua senza forzature. Il doppio binario narrativo funziona benissimo, con Sarah e Anna che diventano due facce della stessa ricerca: quella del proprio posto nel mondo.

Non aspettatevi un romanzo veloce o pieno d’azione. Questo è un libro che invita a rallentare, a osservare, ad ascoltare. A riflettere sul passato per fare pace con il presente. Un romanzo che parla di perdite, rinascite, amore e memoria, ma anche della bellezza di ritrovare sé stessi, magari in un posto nuovo, o tra le pagine di un vecchio diario.

Lo consiglio? Decisamente sì.

Per chi ama le atmosfere magiche, i misteri sussurrati, e i libri che lasciano qualcosa dentro. Il diario delle storie perdute è una storia garbata e intensa, una piccola pausa dal rumore del mondo.

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